Le foto e parole che seguono sono la documentazione realistica della disastrosa trasformazione del versante della montagna su cui è costruito parte il paese, in una notte franato distruggendo diverse costruzioni e portando via tutto quello che ostruiva il percorso. Per sempre resteranno traccia del passaggio violento di una natura potente e furiosa, perché nulla deve essere dimenticato. E come dissero i vecchi

“Fracta resurget” 

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Alluvione

 

Il disastro del 24-25

novembre 2016

 

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Alluvione

Tutti al lavoro

 

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Considerazione finale

di Giancarlo Banaudi

 

Le ferite profonde inferte dagli eventi alluvionali di fine novembre hanno flagellato un territorio di rara bellezza. Piaggia (Briga alta), Monesi di Mendatica e Monesi di Triora, sono le località d’altitudine maggiormente colpite. Lembi estremi di tre comuni, due province e due regioni, non solo confinanti, ma saldamente uniti da secolari tradizioni ancora vitali grazie, fra l’altro, ai sentimenti di fraternità montanara di chi vi risiede e fatti propri da chi li frequenta abitualmente. A Vastera che non si limita alla salvaguardia della lingua brigasca e tutto quanto ad essa è legato, ha a cuore il territorio come fosse una culla, nella consapevolezza della sua unicità.
Di qui l’auspicio che tutte le autorità istituzionali facciano convergere la massima attenzione ed il necessario impegno di risorse affinché questo polmone naturale possa riprendere respiro. Questo 2016 “bisestile”, si conclude con un bilancio nefasto. Disastri ovunque. Dalle Alpi alla Sicilia, terremoti e calamità di ogni genere hanno lasciato il segno. Inevitabilmente ne consegue che “ il piatto piange”. Tuttavia, senza voler dottrinare nessuno credo sia giunto il tempo di concentrare maggiormente lo sguardo sulla cura dei territori distraendolo un po’ da grandi opere onerose e non sempre indifferibili.
Questo mio pensiero scevro da qualsivoglia luogo comune, trova riscontro in quanti si rendono conto della frequenza con cui ai mutamenti climatici fanno seguito fenomeni vieppiù devastanti. La vera priorità risiede, a mio giudizio, nella cura dell’esistente. Auspico altresì che di questo disastro toccato al sito fra i più belli d’Europa, quello delle Alpi Marittime, si faccia il banco di prova. Piaggia e le due Monesi rinascano in breve tempo senza indugi di alcun genere. Una viabilità “intelligente” e definitiva favorirà la ricostruzione in tutt’uno con le attività e le iniziative di recente intraprese, annientate in poche ore. Questo mio appello va oltre il personale interesse di parte per aver subito gravi danni. La posta in gioco è assai più rilevante. Per l’intera Valle Arroscia e buona parte dell’imperiese, l’isolamento della montagna si raffigura nell’ennesima perdita economica. Il turismo costiero, seppure prioritario, è insufficiente per un’economia già agonizzante rispetto ai bisogni delle popolazioni. Con tenacia, coraggio, buona volontà e lungimiranza, i nostri padri hanno ricostruito l’Italia. A noi l’onere di ricomporne una tessera.